Il Treno Delle 22

scritto da Taby-Saby
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Testo: Il Treno Delle 22
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Sara era una giovane donna, che viveva a Milano, insoddisfatta della sua vita, del suo lavoro, del suo amore. Sognava di cambiare, di fuggire, di ricominciare. Credeva nel destino, nelle coincidenze, nelle opportunità. Una sera, Sara uscì dal lavoro, stanca, stressata, delusa. Si diresse verso la stazione, per prendere il treno delle 22, che la riportava a casa. Ma quella sera, il treno era diverso, strano, misterioso. Il treno era vecchio, sporco, silenzioso. Aveva vagoni vuoti, illuminati da luci fioche, avvolti da un'atmosfera inquietante. Sembrava abbandonato, dimenticato, maledetto. Sara salì sul treno, titubante, curiosa, attratta. Trovò un posto libero, vicino al finestrino, e si sedette. Si guardò intorno, e vide altri passeggeri, solitari, silenziosi, pensierosi. Ognuno di loro sembrava avere una storia, un segreto, un problema. Ognuno di loro sembrava aspettare qualcosa, qualcuno, un cambiamento. Il treno partì, puntuale, ma senza annuncio, senza rumore, senza fretta. Si mosse lentamente, attraverso la città, attraverso la notte, attraverso il mistero. Sara guardò fuori dal finestrino, e vide il paesaggio trasformarsi, cambiare, evolvere. Vide edifici, strade, persone, che si allontanavano, si avvicinavano, si sovrapponevano. Si sentì confusa, disorientata, spaesata. Si chiese dove stava andando, cosa stava facendo, cosa stava cercando. All'improvviso, il treno si fermò, in una stazione sconosciuta, deserta, illuminata. Una voce, proveniente da un altoparlante, annunciò: "Prossima fermata: La Scelta. I passeggeri sono invitati a scendere". Sara si spaventò, si incuriosì, si emozionò. Si chiese cosa significasse quella fermata, cosa implicasse quella scelta, cosa comportasse quella decisione. Vide alcuni passeggeri alzarsi, scendere dal treno, scomparire nella notte. Vide altri passeggeri rimanere seduti, immobili, indecisi. Vide altri passeggeri piangere, pregare, disperarsi. Un uomo, seduto di fronte a Sara, si alzò, si avvicinò a lei, le parlò. Era un uomo anziano, saggio, gentile, enigmatico. Le disse che conosceva la sua storia, che sapeva i suoi desideri, che capiva le sue paure. Le disse che la fermata era un'opportunità, una possibilità, una sfida. Che la scelta era tra rimanere sulla vecchia strada, o intraprendere un nuovo cammino. Che la decisione era solo sua, che nessuno poteva aiutarla, che nessuno poteva giudicarla. Le disse che se fosse rimasta sul treno, avrebbe continuato a vivere la sua vita, insoddisfatta, infelice, rassegnata. Che se fosse scesa dal treno, avrebbe dovuto affrontare l'ignoto, il rischio, il cambiamento. Le chiese cosa voleva fare, cosa sentiva, cosa sognava. Le disse di ascoltare il suo cuore, di seguire il suo istinto, di credere nel suo destino. Sara si sentì confusa, emozionata, ispirata. Si guardò dentro, si interrogò, si rispose. Capì che non poteva più rimandare, che doveva agire, che doveva scegliere. Si alzò, si rivolse all'uomo, gli sorrise. Gli disse che aveva deciso, che sapeva cosa fare, che era pronta a tutto. Scorse dal treno, si diresse verso la stazione, si addentrò nella notte. Lasciò il treno, la sua vita, il suo passato. Iniziò un nuovo viaggio, una nuova avventura, un nuovo futuro. L'uomo la guardò partire, con ammirazione, con approvazione, con affetto. Poi, tornò a sedersi, chiuse gli occhi, e aspettò il prossimo passeggero. Il treno ripartì, silenzioso, misterioso, inesorabile. Continuò il suo percorso, attraverso la notte, attraverso il destino, attraverso la scelta.

Il Treno Delle 22 testo di Taby-Saby
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